SCIROPPO AL PINO MUGO

Oggi parlo del pino mugo, famoso per le sue proprietà e chiamato “pino nano”, in quanto è il più piccolo e basso pino presente in Italia, dall’aspetto cespuglioso con rametti che si incurvano verso l’alto.
Trattasi di una conifera sempreverde e gli oli contenuti nei suoi rametti, fanno sì che il pino mugo, sia una delle piante officinali più preziose.
Arbusto spontaneo, diffuso nelle zone montuose dell’ Europa centrale, da noi presente nelle Alpi; cresce ad una altezza tra i 1.500 e i 2.600 metri.

Come detto ha molte proprietà benefiche, sia le gemme che i germogli, molto utilizzati per oli aromatici e speziati.
Ha proprietà antinfiammatorie, utilizzati per via aerea, per liberare i bronchi e i polmoni dal catarro, sia diluiti nel bagno caldo per un’azione balsamica oppure frizionati sul corpo, per combattere i dolori articolari e i reumatismi.
E’ utilizzato, inoltre, in diverse profumazioni ambientali, in quanto rilassante e gradevole, ideale per ritrovare un giusto equilibrio tra la mente e il corpo.

Oggi secondo il Calendario del Cibo Italiano è la Giornata Nazionale dei liquori e degli sciroppi ed io, complice mio fratello, ho aderito alla proposta per la preparazione dello sciroppo di pino mugo. 
Ringrazio mio fratello Alberto, perchè è merito suo se posso scrivere questo articolo, sì perchè è grazie a lui e al suo raccolto di pigne in una delle sue molteplici passeggiate trascorse in montagna, sulle Alpi.
Bisogna però stare molto attenti, poiché il pino mugo è una specie protetta, quindi non vanno strappati germogli, gemme o ramoscelli, ma solo le pigne, utilissime per preparare un ottimo sciroppo naturale, un vero toccasana per combattere il mal di gola e la tosse nei mesi invernali.

La ricetta per la preparazione dello sciroppo è molto semplice, ma piuttosto lunga l’attesa del risultato finale, bisogna avere molta pazienza.
Serviranno:
Una manciata di pigne
zucchero di canna
un barattolo di vetro

Mettere  le pigne nel barattolo, unire lo zucchero, fino a coprire le pigne e riempire quasi completamente.
Chiudere bene il barattolo e riporlo in un luogo ben soleggiato.
Ogni tanto agitare il barattolo, come voler mescolare lo zucchero.
Siccome ci vorranno diversi giorni, consiglio durante la notte di ritirare il barattolo in casa ed il giorno successivo riporlo di nuovo al sole.
Una volta che lo zucchero si sarà completamente sciolto, filtrare e travasare lo sciroppo in un altro barattolo…..
se riuscite, perchè a casa mia è rimasto nello stesso barattolo e utilizzato direttamente da lì … era troppo forte la tentazione di continuare al assaggiare se stava venendo buono.
Ecco pronto il vostro sciroppo e dura per molto tempo, forse….
Abbiamo detto che è molto utile per combattere il mal di gola e la tosse, ma nessuno vieta di metterne un cucchiaino nel latte caldo, gustarlo con dei pancake o nello yogurt o con una buona fetta di torta….insomma è uno sciroppo, da utilizzare un po’ come il miele?!?!…..mah

Ci sono alcune curiosità sul pino mugo: vista la sua resistenza alle intemperie, fin dai tempi antichi, i montanari erano convinti che il pino mugo possedesse una forza straordinaria e provarono ad estrarre l’olio essenziale contenuto nel legno.
C’è anche una leggenda altoatesina sul pino mugo, attorno alle vicende di Trehs, una strega della Val Sarentina, esperta di proprietà magiche delle piante. Si narra che durante la notte delle streghe, Trehs gettava nel fuoco i rami di pino mugo, per sprigionare energia e liberare gli spiriti, utilizzava l’olio in unguenti con cui curava i mali dei contadini….utilizzati ancora oggi.

Con questa ricetta partecipo al Calendario del Cibo Italiano

Fonte: Tuttogreen: pino mugo

Comments

16 pensieri su “SCIROPPO AL PINO MUGO”

  1. Ciao. Non conoscevo questo sciroppo meraviglioso, mi piacerebbe tanto provarlo. In che periodo vanno raccolte le pigne? Grazie, e complimenti

    1. Le pigne andrebbero raccolte tra fine giugno e primi di luglio. A dire il vero nemmeno io lo conoscevo, o meglio ne avevo sentito parlare, è stato tutto merito di mio fratello. Grazie anche a te.

  2. Una preparazione davvero originale, grazie Alessandra! Curativo e non solo… che volere di più? Una gita in montagna ora è d’obbligo :*

  3. interessante, l’unico problema è trovare le pigne per me. Ma quanti giorni ci mette a farsi lo sciroppo? e un’altra domanda. Le pigne vanno lavate? Grazie Alessandra Molla

    1. Lo sciroppo ci mette molto tempo, dipende molto dal clima e dalla temperatura del sole, a dire il vero il mio non è ancora pronto, si deve ancora sciogliere tutto lo zucchero…quello in foto è di mio fratello, il suo si è sciolto molto più velocemente. Le pigne noi non le abbiamo lavate, in fondo poi lo sciroppo andrebbe (dico andrebbe, perchè noi lo gustiamo anche così) filtrato. Anche per noi è difficile reperire le pigne….una gita in montagna? Che dici? ciaooo

  4. Tu non sai cosa hai scatenato con questo post. La prima volta che ho assaggiato questo liquore stupendo, avevo 16 anni e stavo trascorrendo la giornata di Ferragosto a Madonna di Campiglio con la mia famiglia. Una fuga di un giorno per vedere le montagne. A pranzo in un delizioso ristorante all’interno di una baita, dove per concludere ci offrirono dei bicchierini di mugo. Ho scoperto oggi leggendo il tuo post di cosa si trattasse.
    Se non dimentico quella giornata è perché una volta fuori dal ristorante, cominciò a nevicare….A Ferragosto.
    Grazie per il tuo contributo e per le bellissime immagini. Un abbraccio.

    1. Che bello che ti ho ricordato un momento che hai trascorso in montagna, poi il posto dov’eri è veramente stupendo…in fondo le nostre Dolomiti hanno un non so che, che le rende veramente speciali. Grazie anche a te e al tuo contributo.

  5. Mi dispiace non poter provare questo sciroppo, per via della reperibilità della materia prima, ma mi hai incuriosito molto. Chissà che prima o poi non riesca a trovare queste aromatiche pigne!

    1. Io ho avuto la fortuna che mio fratello le ha raccolte e a dire il vero non l’avevo mai assaggiato prima d’ora….però ti posso dire che è veramente buono!!

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