LE “ACCIUGHE” DI MONTALBANO

Oggi si festeggia la Giornata Nazionale di Montalbano, secondo il Calendario del Cibo Italiano e voi  vi chiederete: “Perchè?”.
Perchè il 6 settembre è il compleanno di Andrea Camilleri,  regista, sceneggiatore, docente italiano e scrittore…scrittore delle famose storie del commissario Montalbano, ma non solo.

Il primo romanzo poliziesco, che vede come protagonista il commissario è stato pubblicato nel 1994: “La forma dell’acqua”, ebbe subito successo e così ne sono susseguiti molti altri ed una serie televisiva.
La particolarità dei romanzi di Camilleri è alternare l’uso dell’italiano con l’uso del dialetto siciliano…ammetto che all’inizio è un po’ complicato capirlo, ma poi …man mano che si legge, non vedi l’ora di continuare per trovare altri punti di questo linguaggio.


Non ricordo con esattezza quando ho letto il primo libro, forse sette o otto anni fa, “La voce del violino”, che mi è stato regalato da un carissimo signore. Ricordo di avere apprezzato il libro, ma non mi aveva entusiasmato talmente tanto, da indurmi ad acquistarne altri, per continuare a scoprire le storie che si svolgevano attorno alla figura di Montalbano. 
A distanza di tempo, mi sono ritrovata a rileggere lo stesso libro e devo dire che l’ho apprezzato di più, mi sono piaciuti di più i punti del dialetto siciliano, cosa che forse ai tempi non mi avevano attratto particolarmente.
La storia è avvincente: è la storia di una giovane donna assassinata, di un grande artista che vive da eremita e di altro ancora; è una storia di scambi e Montalbano dovrà decidere se scambiare la propria esistenza per una nuova.
Sin dalle prime pagine leggo, avevo trovato la ricetta giusta per me:
“…La sera avanti, trovate nel frigo della acciughe freschissime accattategli dalla cammarera Adelina, se l’era sbafate in insalata, condite con molto sugo di limone, olio d’oliva e pepe nero macinato al momento. 
Se l’era scialata….”


Ecco cosa avrei preparato per questa giornata!!
Mi sarebbe piaciuto leggere anche un altro libro che avevo acquistato “Il cane di terracotta”, così magari avrei scoperto altre belle ricettine, ma non avevo molto tempo….ma lo leggerò non vi preoccupate e chissà …magari vi farò conoscere un altra ricetta.

Già dalle prime pagine avevo deciso, ma ho continuato a leggere il libro naturalmente…e durante la lettura ho trovato altri piatti interessanti:
“..la salsa corallina, fatta di uova d’aragosta e ricci di mare, per condire gli spaghetti…”
“…merluzzi freschissimi bolliti con due foglie di alloro e conditi al momento con sale, pepe, olio di Pantelleria…”
(anche questo molto interessante, infatti ero un po’ indecisa)
“…una porzione di nasello con la salsina di acciughe e aceto per condirlo…”
“Vuoi mangiarti tanticchia di pane di frumento?… Senza aspettare la risposta, tagliò due fette da una scanata, le condì con olio d’oliva, sale, pepe nero e pecorino; le sovrappose….Montalbano niscì fora, s’assittò su una panca allato alla porta e al primo boccone si sentì ringiovanire di quarant’anni, tornò picciliddro, era il pane come glielo conzava sua nonna.”

Inizialmente ero indecisa se preparare le acciughe oppure il nasello bollito, ma il dubbio è sparito quando ho letto la frase….torno’ picciliddro…sì perchè quando mi gusto le acciughe, sembra anche me di essere tornata indietro nel tempo..almeno 30 ..se non 35 anni fa, proprio quando ero bambina e mia mamma, quando andavamo al mare, aveva l’abitudine di acquistare una latta di acciughe sotto sale per prepararle con olio e prezzemolo ed averle a disposizione per tutto l’inverno.
Certo avere la possibilità di avere quelle fresche, sicuramente il gusto ci guadagna…ma non abitando in un paese di mare e non avendo la possibilità di abbattere le acciughe fresche, noi optavamo per delle acciughe sotto sale.
Ricordo mia mamma quando prendeva piano piano dalla latta una acciuga per volta, la sciacquava sotto l’acqua corrente, la divideva a metà, la tamponava con carta assorbente e poi la condiva con olio extravergine d’oliva, un po’ di pepe e un po’ di prezzemolo tritato.
Mi piacevano allora e mi piacciono ancora oggi….non so proprio resistere!! E’ più forte di me!!
Questa volta ho provato a gustarmele come fa Montalbano ossia:
“…condite con molto sugo di limone, olio d’oliva e pepe nero macinato al momento…”
Sempre e sempre buone!!
E’ una ricetta semplice, come del resto quasi tutte le ricette che possiamo trovare nei libri di Montalbano, lui era amante della buona tavola tradizionale e semplice e così sono un po’ anch’io.
Mi piace cucinare, adoro preparare bei manicaretti per amici e parenti…alle volte con ricette veramente molto semplici, ma di grande effetto, altre volte mi cimento in qualcosa di più elaborato.
Parto sempre dal presupposto che il piatto debba essere alla portata di tutti e quindi non vado alla ricerca di prodotti di difficile reperibilità, preferisco utilizzare prodotti della zona e possibilmente di stagione; inoltre il modo di cottura deve essere anch’esso semplice, certo mi piacerebbe provare la cottura sottovuoto, la cottura nel forno a vapore….però non tutti hanno la possibilità di utilizzare questi metodi (compresa io), quindi preferisco andare sempre sul tradizionale.
Adoro cucinare…anche quando sono in ufficio alle volte penso a quando tornerò a casa e a cosa cucinerò e non vedo l’ora di uscire per andare a fare finalmente quello che preferisco!!
Altre volte proprio la voglia assolutamente non c’è, un po’ per stanchezza, un po’, come quest’anno per il troppo  caldo, la voglia proprio passa e quindi via di insalatone e macedonie …un po’ perchè non ho proprio voglia di pensare a cosa preparare!!
Insomma come potete vedere sono una persona semplice, amante delle cose semplici,  che ama “semplicemente” cucinare e per questo la ricetta di oggi è di una semplicità disarmante, ma di una bontà …che non avete idea….io le acciughe le mangerei tutti i giorni!!!

Ricetta:
Acciughe, se avete la possibilità di acquistare delle acciughe freschissime, benissimo…bisogna togliere la testa e la lisca, aprirle a libro, sciacquarle sotto l’acqua corrente e tamponarle con carta assorbente per asciugarle.
Se invece come me utilizzate le acciughe sotto sale, saranno già pulite e vanno solo sciacquate, aperte e tamponate.
Mettere le acciughe su un piattino e condirle con succo di limone, olio extravergine d’oliva e pepe nero macinato al momento.

Buon appetito!!

Con questa ricetta partecipo alla Giornata Nazionale di Montalbano, secondo il Calendario del Cibo Italiano

 

Comments

10 pensieri su “LE “ACCIUGHE” DI MONTALBANO”

  1. Non mi piacciono proprio le acciughe, è più forte di me 🙂 ma preparerei questo piatto per i miei cari, perchè le cose semplici ma fatte col cuore sono le più buone!

  2. Le ricette sono spesso legate ai ricordi della nostra infanzia è più sono semplici più fanno affiorare la memoria passata. Bello questo binomio cultura letteraria e cultura culinaria hai fato bene a celebrarlo. Spero di vederti a Napoli il 23 p.v. Un saluto

    1. Ciao Serena, grazie…mi piacerebbe venire, ma purtroppo non riesco proprio, non molto comodo per me…chissà se riuscirò almeno ad andare all’altro incontro nella sede della ditta. Mi racconterai come sarà andata.

  3. Il tuo post mi ha colpito molto.”..Tornò picciliddro…”, il cibo come memoria, l’importanza della semplicità, mi hanno fatto molto vicina a te.
    Grazie di cuore.

  4. Questa scelta mi tocca particolarmente,perché le acciughe sotto sale erano il regalo che mio papà faceva a tutti,a Natale. Le preparavano in spiaggia,lui e i suoi amici,con uno di quei riti collettivi che riattualizzavano gesti e pratiche del passato e quando arrivava Natale, lui si presentava con un’arbanella per tutti. E poi dovevamo aspettare che maturassero bene,e controllare la salamoia e via dicendo. Ma queste acciughe,condite con un filo ‘olio e,danoi,un’ombra di aglio e di prezzemolo erano una coccola sempre a portata di mano. Nonché uno dei piatti migliori che abbia mai assaggiato,da veri buongustai quale il nostro Commissario è. E non puoi immaginare quanto mi manchino…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *